Tecnologia – Recensione – Termocamera Flir One “Pro LT” e “Pro” (Aggiornato)

Sono stato da sempre incuriosito da questi fantastici apparecchi, le termocamere, in grado di mostrare il calore emesso dagli oggetti percependo gli infrarossi, finalmente mi sono deciso e ne ho comprata una per soddisfare la mia innata curiosità. In realtà ho sempre desistito per via degli alti costi di acquisto ma mi sono comunque deciso.
Non mi metto a parlare di fisica ne del funzionamento delle termocamere, ci sono articoli in rete ben fatti che spiegano abbondantemente la questione, ma è bene sapere che tutto ciò che emette calore sprigiona infrarossi. I nostri occhi non possono vederli, essendo insensibili a questa banda dello spettro elettromagnetico, ma vedere il mondo attraverso gli infrarossi direi che comunque ha il suo fascino e in diversi ambiti lavorativi può essere di grande aiuto.

Un esempio banale è quello di poter rilevare i tubi del riscaldamento che passano sotto il pavimento, in caso di lavori si può evitare di bucarli.

(Foto di esempio che erano già presenti nell’App Flir)

Banda nel visibile

Banda infrarosso

Esistono parecchi modelli di termocamere, con scopi diversi e in base alla potenza del sensore hanno qualità diverse e relativi costi.
Le termocamere possono essere usate per scopi lavorativi da architetti o chi lavora nell’ambito dell’edilizia, ad esempio per rilevare dove passano le tubazioni dell’acqua, per rilevare infiltrazioni di acqua piovana, le dispersioni di calore dagli infissi, possono essere usate da appassionati della natura per individuare nel bosco gli animali. In base alle dimensioni del sensore hanno una sensibilità e un raggio d’azione più o meno ampio e quindi adatte a scopi diversi.
Le termocamere trasformano in colori, visibili ai nostri occhi, gli infrarossi che non sono percepibili. Per far questo misurano la temperatura di due o più punti della scena e creano una gradazione di colori dal blu/viola al rosso, i colori freddi e scuri rappresentano temperature fredde e i colori caldi temperature calde emesse dagli oggetti.

Tra i tanti modelli, per contenere i costi, ho preferito scegliere quelle che si collegano allo smartphone usandolo come schermo. In pratica si tratta di un sensore esterno che collegato allo smartphone, tramite l’apposita App sviluppata dalla casa madre, trasforma il nostro cellulare in un termo-rilevatore a tutti gli effetti.
Ho scelto la marca Flir, avendone sentito parlare bene, e come modello ho preso la via di mezzo, la Flir One Pro Lt. La differenza con il modello superiore è che il modello successivo ha un sensore più sensibile e di dimensioni maggiori (160×120 pixel, contro il modello Lt che ha un sensore più piccolo, di 80×60, in pratica la metà), misura intervalli di temperatura maggiori ma, di conseguenza, ha un prezzo di acquisto molto più alto, e sinceramente per quello che mi serve mi sembrava eccessivo.
Le termocamere Flir, a differenza di altre, hanno la batteria (ioni di Litio) integrata e quindi non gravano sulla batteria dello smartphone e, inoltre, dispongono di una doppia camera, una ad infrarossi e una nel visibile, grazie a questo espediente (chiamato dalla casa madre MSX, Multi-Spectral Dynamic Imaging) sovrappongono le immagini termiche con quelle nel visibile rendendo l’immagine finale molto chiara ed esaustiva.

Immagine nel visibile (Flir One Pro LT)

Immagine sovrapposta tra visibile e infrarosso. Da notare come l’infrarosso non passa attraverso il vetro.

Questo sistema di sovrapposizione consente di riconoscere con facilità gli oggetti che emettono il calore.
Un immagine solo in infrarosso (quindi solo termica) non consente di riconoscere facilmente cosa si sta guardando soprattutto se il soggetto è distante da noi.

Andiamo con ordine.

Io ho preso la versione per iPhone, ovviamente c’è anche quella per Android con attacco USB.

La termocamera Flir One Pro LT arriva ben confezionata, troviamo delle brevi guide rapide (in inglese), una custodia imbottita ben fatta e un cavetto per la ricarica USB.

La Flir One può avere un collegamento Lighting per iPhone/iPad o USB (USB-C) per smartphone Android. La rotella centrale premette di allungare il connettore in modo da collegare l’apparecchio agli smartphone dotati di custodia. Ottima trovata! Molto utile. Sotto c’è un unico bottone per accenderla o spegnerla, accanto al bottone c’è la porta USB per la ricarica. Sopra la porta USB c’è un piccolo Led verde che indica lo stato di ricarica.

La durata della batteria è poco meno un’ora, il tempo di ricarica più o meno la stessa durata. Nello smartphone dovremo scaricare l’App Flir One, e poi collegare ed accendere la termocamera. Dopo qualche secondo che il bottone lampeggerà rosso, diverrà verde fisso e sarà pronta all’uso.

Dopo aver acceso la termocamera l’App individua l’apparecchio.

Per quanto riguarda i modelli della Flir che si collegano allo smartphone, con questa tecnologia, sono in tutto sono tre.

Flir One (prezzo medio circa 250€*)
Flir One Pro Lt (prezzo medio circa 350€*)
Flir One Pro (prezzo medio circa 460€*)

(* Prezzo medio trovato su internet e può variare in base alle offerte del momento)

I tre modelli si distinguono sia per le caratteristiche sempre più avanzate, che per il prezzo sempre più alto.

Il primo modello ha un sensore termico di 80×60 pixel, una sensibilità di 100mK (più piccolo è il valore più sensibile è il sensore), ha una dimensione dei pixel di 17µm (più piccolo è il valore più sensibile è il sensore), dispone di una durata della batteria di poco meno di un’ora, misura temperature comprese tra -20°C e +120°C, ha funzioni molto limitate nell’App, ridotte all’essenziale. Questo è un modello base per scopi non professionali.
Il secondo (quello scelto da me) è identico al primo e accede a tutte le funzioni disponibili dell’App, come per la versione Pro, solo che ha il sensore limitato a 80×60 pixel (totale 4800 pixel), come per la versione base.
Il terzo modello ha un sensore più grande, praticamente il doppio (160×120 per in totale di 19200 pixel, di conseguenza un campo visivo maggiore), una maggiore sensibilità (70mK e pixel da 12µm), misura temperature da -20°C a +400°C, ha una durata della batteria come i modelli precedenti e accede a tutte le funzioni disponibili nell’App. La maggiore sensibilità di questo ultimo modello consente di percepire differenze di calore che non sono percepibili dai due modelli precedenti.

Ecco un confronto tra il modello LT e Pro tratto dal sito di Flir: Link Confronto.

Per quanto riguarda l’App è stata aggiornata e alleggerita, ho fatto il confronto di video di qualche tempo fa riguardo l’uso dell’App dello stesso modello di termocamera, rispetto a quella disponibile ora in App Store.
Una volta collegata la termocamera allo smartphone e accesa, basta avviare l’App ed immediatamente si noteranno le gradazioni di colore sullo schermo. I colori possono essere variati a scelta per rendere più visibili le differenze di temperatura. La colorazione preimpostata è Lava, Spesso io gradisco pure la colorazione Arcobaleno per rendere più evidenti alcuni punti più caldi.

Frigorifero: Visione a infrarossi “Lava”. Si nota il calore sprigionato dal motore dal retro.

Frigorifero: Visione a infrarossi “Arcobaleno”. Si nota bene come l’immagine termica viene sovrapposta a quella visibile.

Tutte le foto scattate con la Flir One, come si nota, presentano il logo Flir che non è possibile rimuovere, questo è presente su tutti e tre i modelli di termocamera. Mi è sembrato giusto farlo notare.

Tramite una funzione dell’App è possibile correggere la parallasse della sovrapposizione dell’immagine visibile e quella ad infrarossi, in quanto usando due telecamere non sempre la sovrapposizione di esse risultano collimate perfettamente.
E’ possibile inoltre aggiungere fino a tre punti (chiamati Spot) per misurare temperature diverse nella stessa scena.

La qualità visiva della versione Lt è molto bassa a causa del sensore piccolino. Questo mi ha un poco deluso. Il mio consiglio è quello di prendere la versione Pro con sensore da 160×120 pixel, pur sapendo che spenderete molto di più ma almeno non ne resterete delusi.

In questa immagine ho ripreso il marmo della cucina dopo aver lasciato e poi tolto la mia mano, l’impronta termica che non è visibile ai nostri occhi, lo è chiara e netta alla termocamera.

Notebook durante il suo funzionamento, la parte calda è dove si trova il processore.

Esempio di uso degli infrarossi: 1 – Led di retroilluminazione della TV, 2 – Router, 3 – Gruppo di continuità, 4 – Eco Plus Alexa

Fornello visto agli infrarossi, spento poco dopo aver cucinato nel fuoco superiore.

Stessa immagine ma nel visibile

App Flir

In basso a sinistra è possibile regolare la parallasse (tra termico e visibile), al centro accedere alle funzioni. I due bottoni tondi consentono di scattare foto o fare video.

Per la regolazione basta spostare a deserta o sinistra la barra fino a quando le due immagini non collimano perfettamente.

Pigiando il bottone centrale (freccia in su) possiamo regolare varie funzioni. La calibrazione del sensore, i colori, quanti Spot di misura e le modalità (MSX, solo termico o solo visibile).

la scelta di colori da usare.

E’ chiaro che agli infrarossi si apre un mondo completamente nuovo e forse a noi sconosciuto ma direi affascinate.

Ma per l’uso ludico vale la pena spendere tanto ?
Sinceramente no ! Il sensore di questo modello di termocamera (Pro LT) è piccolino e la sensibilità è molto limitata, la qualità dell’immagine degrada molto e risulta impastata, in ogni caso dopo aver esplorato un poco la casa e l’ambiente circostante, l’apparecchio finirebbe in un cassetto e per tali motivi reputo che se non lo si compra per uno scopo effettivo o per uso lavorativo, dopo l’entusiasmo iniziale poi stanca rapidamente e non lo si usa più, dato che questi apparecchi costano molto sarebbe un vero peccato.

La consiglio ?
Si a chi la deve usare per lavoro o uno scopo effettivo ma consiglio vivamente la versione Pro (160×120) con sensore più grande, dove oltre la sensibilità e precisione maggiore, l’immagine risultante è più chiara e nitida. La versione “Lt” è troppo base per un uso anche ludico a mio giudizio. L’unica pecca è la durata di meno di un ora della batteria, normalmente saranno circa 40, o 45 minuti, che ne limita l’uso a livello professionale (vale anche per la versione Pro), anche se è possibile usarla con una powerbank collegata, ma significa tenere in mano il cellulare e la powerbank in contemporanea, un poco scomodo.

Infiltrazione di acqua piovana su un tetto vicino ad una colonna portante. (FLIR ONE Pro)

No solo per scopo ludico o per soddisfare una semplice curiosità, se costasse meno allora il discorso cambierebbe, ma penso che questo genere di prodotti è dedicato all’uso professionale ecco perché costano tanto.

Lo si può usare all’esterno per individuare animali in campagna ?
Secondo me no. Si deve ricorrere a prodotti specifici di fascia di prezzo nettamente superiori con sensori molto più grandi che arrivano a distanze significative (questi apparecchi possono avere sensori da 640×480 pixel), e in questo caso i costi sono molto alti, anche ben superiori alle 3000 euro.

Riassumendo, secondo me il rapporto qualità/prezzo non è molto vantaggioso. L’immagine impastata a causa della bassa risoluzione della versione Lt (80×60 pixel) non la rende adatta a scopi lavorativi a mio giudizio, basta solo per rendere una bozza di idea. Il prezzo così elevato (giustificato solo dal fatto che si tratta di prodotti di nicchia) solo per scopi saltuari o ludici non ne rendono conveniente l’acquisto. Se comunque siete convinti di comprarne una, consiglio vivamente la versione Pro con sensore 160×120, per quanto il prezzo sarà ancora più alto (siamo quasi sui 500€ per rendere l’idea) ma l’immagine finale risulterà più definita ed utilizzabile. L’idea di sovrapporre l’immagine termica con quella visibile della Flir è sicuramente vincente e la rende più utilizzabile delle concorrenti anche con sensori più grandi ma senza questa funzione.

Aggiornamento

Un po deluso dalle prestazioni della FLIR ONE Pro Lt, l’ho resa e ho preso la FLIR ONE Pro, usata ma come nuova. In tal modo ho contenuto la spesa ma ho un prodotto valido e completo.

Come già detto in precedenza la Flir One Pro si distingue dalla versione LT per il fatto che monta un sensore grande il doppio (160×120 pixel contro 80×60). Questo comporta una maggiore precisione e sensibilità nel misurare le temperature, una maggiore gamma dinamica nel termico e maggiori dettagli acquisiti.

Ecco degli esempi, alcuni sono confronti tra la versione LT e la Pro.

TV acquisita con la FLIR ONE Pro (Si nota la maggiore sensibilità del sensore rispetto alla versione LT)

TV acquisita con la FLIR ONE Pro LT

Macchina caffè acquisita con la FLIR ONE Pro

Macchina caffè acquisita con la FLIR ONE Pro LT

Frigo acquisito con la FLIR ONE Pro

Frigo acquisito con la FLIR ONE Pro LT

Fornello acquisito con la FLIR ONE Pro

Fornello acquisito con la FLIR ONE Pro LT

Pentola acquisita con la FLIR ONE Pro

Tubi dell’acqua calda che si vedono attraverso il muro (FLIR ONE Pro)

La risoluzione ovviamente è più alta anche nella camera che scatta nel visibile per la sovrapposizione. Ciò comporta maggiori dettagli nella somma delle immagini visibile e termiche con la tecnologia MSX di Flir.

Domanda, visto che il sensore della Pro permette misurazioni fino a 400°C, perché la misurazione nello Spot dell’App non supera i 150°C ? Credo e mi pare di aver letto da qualche parte, e non vorrei dire sciocchezze, che bisogna usare Tools più specifici e a pagamento per queste misurazioni.

E’ possibile scaricare un’interessante App gratuita “Flir Tools” sempre di Flir per l’elaborazione in post produzione delle foto termiche, dopo aver scattato la foto termica, in un secondo momento è possibile visualizzare le temperature di ogni punto della foto, inserendo anche più Spot in contemporanea. Quindi se noi avevamo misurato la temperatura nella foto in un punto, possiamo in un secondo momento misurare la o le temperature di altri punti della stessa foto. Questo effettivamente ha una grande utilità dal punto di vista lavorativo, rendendo questo costoso gadget un utile strumento di lavoro.

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