Tecnologia – Recensione – Monopattino Elettrico Segway Ninebot KickScooter Max G30

Già, da qualche anno, felice possessore del Segway Ninebot KickScooter ES2, ho pensato di prendere il nuovo arrivato in casa Segway in modo da poter uscire insieme a mia moglie facendo rilassanti passeggiate. Ho approfittato di ottimi sconti proposti per acquistare il nuovo modello Segway Ninebot KickScooter Max G30.
In pratica si tratta del fratello maggiore, ma maggiore in tutti i sensi in quanto è più in tutto e per tutto.

Il Max G30 è più lungo e più alto dell’ES2, monta ruote da 10 pollici tubeless (l’ES2 da 8 pollici piene), ovvero si tratta di pneumatici rinforzati riempiti ad aria. Il Max G30 non ha ammortizzatori come l’ES2 ma scarica le vibrazioni sui pneumatici. La trazione è posteriore nel Max G30 e l’impianto frenante è a tamburo frontalmente e elettrico posteriormente.

Questa rotella accanto al manubrio, dove c’è il freno, è un campanello.

Impianto frenante anteriore a tamburo.

Pneumatici tubless riempiti ad aria. E’ presente all’interno una schiuma anti foratura.

La valvola per riempire l’aria, viene dato in dotazione un piccolo tubo adattatore per il gonfiaggio.

La batteria è posta sotto la pedana a differenza dell’ES2 che è sul tubo che va dalla pedana al manubrio, in questo modo il baricentro è più basso ed insieme alle gomme più grandi si ha maggiore stabilità durante la guida.
L’autonomia dichiarata è di 65Km ! Si avete letto bene, per un monopattino elettrico è un enormità. L’ES2 ha un autonomia di 20/25Km. Questo però si paga con il peso, che nel Max G30 è di ben 19.1Kg contro i 12.5Kg dell’ES2, per cui se da un lato il Max G30 è comodissimo per percorrere lunghi tragitti, non lo è se pensate di spostarvi anche su mezzi pubblici richiudendolo e portandovelo dietro. Il peso e l’ingombro in più non aiutano in questi spostamenti.
Per caricarlo completamente da scarico necessita di 6 ore ma la cosa comoda è che non ci vuole un caricabatterie esterno, il quale comunque è optional per la ricarica rapida da 6A da 3 ore. Basta una comune presa tripolare da muro.

A sinistra ricarica classica da 3A con filo tradizionale a muro, richiede circa 6 ore, a destra è possibile collegare un caricabatterie rapido da 6A optional.

Ma vediamo come è l’imballo del monopattino.

L’imballo è gigante, come il monopattino che contiene, ecco le misure in centimetri che ho preso : 120 × 62,5 × 22. Tenetene conto se pensate di trasportarlo in macchina dopo averlo acquistato.

Di serie un manuale, una presa da muro tradizionale, una chiavetta per fissare le viti del manubrio e un tubo per il gonfiaggio delle gomme.

Arriva con il manubrio smontato per ovvie ragioni di trasporto ma la parte elettrica è già collegata a differenza dell’ES2. Bisogna solo infilare il manubrio nell’alloggio del corpo e fissare le viti in dotazione che sono cosparse di frena filetto per evitare che con il tempo si possano svitare a causa delle vibrazioni.

La pedana in larghezza è di ben 16,5cm.

Ha una larga pedana e un cavalletto solido e stabile. La pedana è un poco più larga e più lunga che nell’ES2.

Il sistema di sblocco del manubrio per richiuderlo è sulla colonna, basta togliere la sicura e aprire la cerniera.

Si abbassa e il gioco è fatto, ovviamente l’ingombro, nel complesso, è maggiore rispetto all’ES2.

Il fanale è più luminoso e punta in basso per non infastidire i mezzi che vanno verso di noi, quindi non fa la tradizionale luce conica ma tagliata verso l’alto.

Foto scattata di giorno proiettando la luce su una parete.

Il display Led è più definito e più visibile alla luce del giorno, lo trovo fatto meglio rispetto all’ES2 che è più “giocattoloso”.

Display dell’ES2.

Le modalità sono identiche, per accendere si pigia a lungo una volta il bottone centrale, da accesso se si pigia una volta il bottone si accende o si spegne il faro. Due volte consecutive si passa dalla modalità ECO (da usarsi nelle aree pedonali) alla modalità Drive adatta nelle piste ciclabili ed in fine alla modalità Sport adatta quando si cammina in strada con velocità massima di 25Km/h. Oltre che in velocità la differenza è anche nella reattività del monopattino nell’accelerare. Ci sono delle escamotage per portarlo a 30Km/h, di fatto il limite è solo software e il monopattino andrebbe molto più veloce, ma ricordo che se si viene fermati c’è il rischio del sequestro del mezzo e della multa, questi mezzi per legge non devono superare i 25Km/h per essere omologati e poter circolare tranquillamente nelle nostre strade.

Per usarlo ovviamente bisogna scaricare l’app ufficiale di Segway e attivare il monopattino dopo aver registrato proprio account.

Il monopattino comunica con l’APP tramite bluetooth.

Dall’App è possibile vedere in tempo reale la velocità in modalità cruscotto, visualizzare quanti sono i chilometri percorsi, quanta percentuale di batteria ci resta e i chilometri residui percorribili. Si può registrare il percorso fatto sfruttando il GPS del cellulare. E’ possibile impostare il monopattino in modalità “passeggiata” con un limite di 5Km/h. E’ possibile pure bloccarlo in modalità antifurto, in pratica la ruota motrice si ferma diventando durissima, l’app ci invia una notifica in caso di spostamento, e andrebbe sollevato per rubarlo, ovviamente non ci vuole molto per cui la ritengo un poco inutile. Effettivamente in questi monopattini manca un gancio sul telaio per fissarlo ad una catena. Anche solo andare a prendere il pane al panificio e lasciarlo qualche istante incustodito è un rischio in quanto questi mezzi fanno molto gola ai ladri.

Il Max G30 trasporta un peso di massimo 100Kg ed è in grado di superare tranquillamente salite con pendenza del 20% (è dotato di un motore da 350W), per l’ES2 è del 10% (che è dotato di un motore da 300W) ma devo dire che in città non ho mai avuto alcun problema con l’ES2 figuriamoci con questo.

All’atto pratico.

Usandolo per la prima volta e percorrendo circa 10Km direi che è sicuramente più stabile dell’ES2, il fatto di avere la batteria bassa e pneumatici più grandi aiuta, per le vibrazioni mi mancano gli ammortizzatori dell’ES2, le gomme nel Max G30 assorbono le vibrazioni ma non allo stesso modo delle molle, si dovrebbe giocare con la pressione dei pneumatici sgonfiandole un poco per renderle meno rigide.
Per l’autonomia in base a quanto ho consumato i conti tornano circa 65Km di percorrenza sono garantiti, forse qualcosa meno ma siamo li, è anche vero che la batteria deve ancora rodare con i primi cilci di carica per dare il suo massimo rendimento.
Il peso maggiore del Max G30 si sente soprattutto quando si devono superare dei gradini e va sollevato di peso, quindi meno pratico dell’ES2 da questo punto di vista. Mi devo abituare all’uso del freno che è diverso e sicuramente più efficiente dell’ES2 ma con tempi di risposta diversi. Quando si frena lampeggia la lucina nel retro per segnalare la frenata a chi sta dietro.

Ovviamente è presente la frenata rigenerativa per ricaricare la batteria e dall’App si può decidere quanto deve essere forte, come nell’ES2. Quando si frena con il Max G30 prima frena la ruota posteriore con il freno motore e poi quella anteriore con il freno a tamburo, ottima cosa per evitare di cadere in avanti. Da questi dettagli si vede la cura applicata per realizzare questo monopattino.
Per il resto direi ottimo, bisogna solo prendere la mano e abituarsi alle differenze con l’atro monopattino che ho da più tempo.

E’ come portare un piccolo scooter e rammento non è affatto un giocattolo da dare in mano a bambini.
Il mio parere personale ?
Questi mezzi andrebbero portati solo da chi ha conoscenza della segnaletica e delle regole stradali, per chi ha già la patente bene, resta solo il buon senso e la prudenza, per i minorenni (e per legge possono portarlo solo chi ha età non inferiore a 14 anni) andrebbe fatto un corso di guida sicura prima di lasciarli andare su strada, mi è capitato tante volte, in macchina, di vedere ragazzini sfrecciare contro mano in strada, anche in due, o attraversare con il rosso insomma non rispettare neanche quel minimo di regole nella guida senza il minimo buon senso e infischiadonsene di tutto e di tutti, mettendo in pericolo se stessi e gli altri. Ovviamente senza la minima protezione di un casco !

Conclusioni 

Bellissimo mezzo di trasporto, pesantuccio ma dalla grande autonomia e incredibile stabilità. Meno pratico di un monopattino più tradizionale che risulta più leggero e meno ingombrante, ma concepito per scopi diversi a mio parere. Questo è un mezzo dalle lunghe percorrenze e che è sicuramente meno ingombrante di una comune bicicletta, ma se vi serve per spostarsi anche tra i mezzi pubblici, salendo e scendendo, dato il peso importante non lo consiglio.
Per il resto ne sono soddisfatto e con le belle giornate che spero arrivino presto avrò modo di usarlo più spesso.

Se ti è piaciuto l'articolo e apprezzi il mio lavoro potresti aiutarmi con una piccola donazione, tramite PayPal, offrendomi un cappuccino.
Grazie di cuore!
Dona