Strumenti Ottici – Approfondimento – Guida: Come scegliere il Binocolo giusto

 

Due tipologie di binocoli. A sinistra con schema a porro, a destra a tetto.

Binocoli giganti che richiedono un cavalletto per il loro utilizzo. A sinistra con messa a fuoco centrale, a destra individuale su ogni oculare.

Premetto che non mi definisco un esperto, perché non lo sono affatto, ma solo un appassionato.

La scelta corretta di un binocolo è soggetta a tanti fattori diversi. In primis l’uso che si pensa di farne. Vi potrebbe piacere osservare panorami terrestri, o magari seguire il volo degli uccelli oppure seguire a distanza gli spostamenti degli animali e osservali in natura, vi potrebbe piacere osservare la volta stellata in una notte limpida, oppure osservare le navi da crociera lontane all’orizzonte ecc….

Senza andare ad approfondire argomenti che non mi competono nel campo dell’ottica e della fisica, il binocolo, in modo molto sineretico, altro non è che un sistema complesso fatto da due cannocchiali collegati insieme per sfruttare i due occhi che madre natura ci ha dato. I vantaggi rispetto al comune cannocchiale è che grazie alla visione binoculare avremo un senso di profondità e tridimensionalità dell’immagine che vedremo, catturando quasi il doppio della luce rispetto ad un occhio solo, e di conseguenza vedremo molti più dettagli. In ogni caso sicuramente sarà più riposante e naturale osservare con due occhi che con uno solo.

In un binocolo è possibile regolare la messa a fuoco agendo un una rotella centrale o sui singoli oculari, in base a come è costruito. Infatti possono essere a fuoco centrale o individuale.  Inoltre è possibile allontanare o avvicinare i due cannocchiali semplicemente piegando sulla cerniera che li collega in modo da regolarne la distanza interpupillare, tanto che che l’oculare di ogni cannocchiale coincida con il nostro occhio, tra le prime cose da fare quando si prende in mano un nuovo binocolo.
Quasi tutti i binocoli possono essere fissati ad un supporto da collegare ad un cavalletto in modo da aumentarne la stabilità. I binocoli più piccoli, frontalmente hanno un tappo che si svita e nasconde la filettatura per collegare il supporto che va fissato al cavalletto, i binocoli più grandi, invece hanno una barra metallica che li attraversa, dagli obiettivi fino agli oculari, e nel cui centro si trova un perno fatto apposta per essere bilanciato e fissato sui cavalletti fotografici.

Binocolo con messa a fuoco centrale, basta girare la manopola centrale.

Binocolo con messa a fuoco individuale, in questo caso bisogna girare ogni singolo oculare. Da notare il grosso perno metallico centrale per essere fissato su un cavalletto.

Differenze tra binocolo per uso terrestre, astronomico e telescopio. 

Prima di approfondire i parametri che caratterizzano un binocolo, ogni strumento ha il suo campo specifico d’azione. Un binocolo normalmente è usato per osservare panorami terrestri, con più naturalezza usufruendo di due occhi, ma nulla ci impedisce di puntarlo al cielo la sera, per viaggiare tra le stelle. Un binocolo ad uso terrestre è dotato di messa a fuoco centrale (un unica rotella che agisce sulla messa a fuoco di entrambi gli oculari) in modo da poter seguire oggetti in rapido spostamento cambiando continuamente e rapidamente la messa a fuoco degli oculari, normalmente è compatto e leggero, va usato a mano libera e non ha tanti ingrandimenti, infatti oltre un certo limite di ingrandimenti, il minimo tremore dei nostri muscoli si traduce un un’immagine tremolante e poco nitida attraverso il binocolo.

Binocolo 10×50, ha messa a fuoco centrale, un peso contenuto e può essere usato tranquillamente a mano libera.

Oggi grazie alle nuove tecnologie costruttive esistono anche binocoli specializzati per l’uso astronomico, ma per quanto costosi e preformanti non potranno mai sostituire o eguagliare le prestazioni di un telescopio, che è fatto proprio per l’astronomia. Un binocolo ad uso astronomico normalmente è dotato di messa fuoco su singolo oculare in modo da essere molto più precisa, è caratterizzato da obiettivi dalla grande apertura, per raccogliere più luce possibile e consentire di osservare i deboli oggetti del cielo notturno, sono di grandi dimensioni e molto pesanti. Spesso le lenti sono di altissima qualità e lo scafo è fatto in lega (normalmente magnesio) per contenere il peso entro certi limiti. I binocoli astronomici consentono di alloggiare i classici oculari da telescopio in modo da variarne gli ingrandimenti, tipo come si fa con i telescopi. Quindi a differenza dei binocoli classici i binocoli astronomici non hanno un ingrandimento fisso. Altra cosa che li caratterizza, a differenza dei binocoli classici che sono dritti, i binocoli astronomici sono angolati. Normalmente inclinati a 45° in modo da poterli usare anche per vedere i panorami terresti oppure a 90° molto comodi per uso specificamente astronomico in quanto si puntano facilmente in alto ma scomodi in caso si desidera vedere panorami terrestri. I binocoli giganti, dritti, possono essere usati anche per uso astronomico, hanno un ingrandimento fisso e sono sicuramente più economici di quelli astronomici dedicati ma tutto va bene finché ci si limita a vedere il panorama entro una certa altezza, quando sono puntati in alto risultano molto scomodi per il nostro collo, Siamo costretti ad assumere posizioni poco naturali che comportano cervicali e dolori vari.

Binocolo astronomico da 100mm, si tratta di un binocolo gigante di diversi chilogrammi, angolato a 90° in modo da facilitare la visione del cielo notturno.

Binocolo gigante 25×100. E’ un binocolo dritto il cui peso sfiora i 5kg.

Un telescopio (che può essere a lenti o a specchi) è uno strumento specializzato per le osservazioni astronomiche. Come già accennato, oggi grazie alle nuove tecnologie costruttive esistono anche binocoli specializzati per l’uso astronomico, ma per quanto costosi e performanti non potranno mai  eguagliare le prestazioni di un telescopio, che è fatto proprio per l’astronomia. Visto che per raccogliere più luce, cosa indispensabile in astronomia per catturare i fini dettagli degli oggetti celesti, è fondamentale avere maggiore apertura possibile, un telescopio, per come è fatto, costa molto meno a parità di apertura rispetto ad un binocolo essendo otticamente meno complesso. Un telescopio ha anche dalla sua un forte potere di ingrandimento, proprio per come è costruito. Quindi se desideriamo vedere il dettaglio di un pianeta, il telescopio lo potrà fare facilmente, il binocolo per quanto astronomico  non ha un forte potere ingrandente. Ma, d’altra parte, con un binocolo possiamo osservare ampie porzioni di panorama avendo un campo più largo rispetto al telescopio. Quindi se ad esempio puntiamo con un binocolo astronomico la Via Lattea (la nostra galassia) ci ritroveremo letteralmente immersi tra le stelle, e grazie anche alla visione binoculare avremo un senso di profondità ed immersività, cosa che un telescopio difficilmente potrà dare.

Come si dice ad ognuno il suo campo.

Telescopio a specchi. Costruito apposta per osservare gli oggetti celesti.

Torniamo alla domanda iniziale, cosa pensate di fare con il binocolo che desiderate acquistare ?
Questa domanda è importante in quanto ci sono tanti parametri che caratterizzano un binocolo e che lo contraddistinguono  per i vari campi di utilizzo.

Qualità dei vetri.

I binocoli, come qualsiasi strumento ottico, sono costituiti da lenti. Tanto più di qualità saranno queste tanto meglio si vedrà attraverso il binocolo. Senza addentrarmi in argomenti complessi, quando un raggio di luce attraversa una lente, parte di esso verrà riflesso e parte di esso l’attraverserà. Quando si sceglie un binocolo questo dovrà avere un buon trattamento antiriflesso applicato alle lenti. Questo perché se la lente riflette parte della luce che l’attraversa, si perderà, di conseguenza, luminosità e quindi meno dettagli che si vedranno. Se le lenti di un binocolo sono quasi specchiate, i tipici binocoli che si vedono nelle bancarelle, queste saranno di bassissima qualità, infatti la maggior parte della luce che colpirà la lente verrà riflessa portando ad un drastico calo di luminosità, rendendo vana tutta l’apertura dell’obiettivo.

Binocolo da bancarella, si nota come le lenti sono quasi a specchio, indice di nessun trattamento antiriflesso.

Binocolo Oberwerk 10×60, il trattamento antiriflesso è ben evidente.

Nel binocolo sopra (HG 10×50) si nota il trattamento anti riflesso applicato agli oculari, cosa che non c’è nel binocolo sotto (Breaker 12×60). Inoltre si nota come la pupilla d’uscita sia ben maggiore nel primo binocolo.

C’è da sapere inoltre che le lenti dei binocoli possono essere fatte sia da comune vetro trattato, che da materiali particolari che permettono di focalizzare i raggi di luce scomposti nei loro colori tutti nello stesso punto. Mi spiego, quando un raggio di luce attraversa una comune lente di vetro viene scomposto nei sui colori principali (per intenderci l’arcobaleno che si genera quando un raggio di sole attraversa un prisma di vetro). Questi raggi di luce scomposti non cadranno a fuoco tutti nello stesso punto, è un principio della fisica.

Lente Acromatica: I raggi di luce non convergono tutti nello stesso punto.

Lente Apocromatica: I raggi di luce convergono tutti nello stesso punto.

(Immagini tratte da Wikipedia)

Questo fattore determina che quando si osserva attraverso un binocolo economico un soggetto in controluce (condizione in cui si manifesta maggiormente il problema) si vedranno attorno ai contorni dei soggetti degli aloni blu e rossi, questo è chiamata aberrazione cromatica.
Esistono lenti particolari fatte da minerali rari che correggono questa problematica, queste lenti sono definite Apocromatiche appunto perché eliminano il cromatismo residuo. Per la rarità degli elementi minerali usati per realizzare questo tipo di lenti, per la maggiore difficile lavorazione e schemi più complessi, queste lenti sono molto costose e fanno lievitare il prezzo dei binocoli alle stelle. In conclusione le lenti Apocromatiche hanno la proprietà di far convergere tutti i colori nello stesso punto di fuoco per cui l’immagine risultante sarà molto più definita, nitida e contrastata.

Binocolo con lenti Apocromatiche.

Binocolo con comuni lenti Acromatiche.

Spesso quando i binocoli montano questo tipo di lenti vengono chiamati binocoli con lenti ED (Extra low Dispersion = a bassissimo indice di dispersione). Con la sigla ED si intende lenti a bassa dispersione che consentono una più corretta trasmissione della luce, in particolare in riferimento al contenimento dell’aberrazione cromatica.
Attenzione a non lasciarvi ingannare perché spesso i venditori inseriscono la sigla ED nei propri binocoli per indicare che le lenti sono di qualità ma in realtà non sono a bassa dispersione, quando sono veramente ED il venditore dichiara il tipo di vetro a bassa dispersione montato, il più comune è FK61, esiste anche un tipo di vetro di qualità migliore, ma usato più raramente per i costi maggiori, FPL53.
Nell’insieme della qualità dei vetri montati in un binocolo vanno anche tenuti in considerazione i prismi (vedi “Schema ottico di un binocolo”). Il trattamento antiriflesso applicato ad essi ed i materiali di cui sono costituiti ne determina la qualità. I prismi di migliore qualità sono siglati con la dicitura Bak 4 (hanno un indice di rifrazione e dispersione migliore), quelli più economici con Bak 7 (in pratica il Pyrex).
Quindi, per quanto l’apertura di un binocolo sia molto importante, lo è anche la qualità delle lenti che monta, ad esempio un binocolo con apertura di soli 50mm ma con lenti di alta qualità potrebbe eguagliare in prestazioni un binocolo di 70mm ma con lenti di scarsa qualità per il fatto che le lenti di alta qualità fanno passare più luce ed in modo più corretto.

Apertura – Ingrandimento

Il primo parametro da valutare in un binocolo è il rapporto tra ingrandimento e apertura degli obiettivi. Un binocolo è sempre caratterizzato da una sigla tipo 10×50. Il primo valore (10x) indica il potere di ingrandimento che ha un binocolo. Il secondo valore (50) indica l’apertura degli obiettivi indicato in millimetri. Quindi un binocolo 10×50 ha un potere di ingrandimento 10 volte superiore rispetto al nostro occhio (come se guardando attraverso il binocolo fossimo posti 10 volte più vicino al soggetto osservato), e ha una apertura di 50mm (o 5cm). Considerando che la nostra pupilla normalmente non supera i 7mm (in condizioni ottimali ovviamente), una lente da 50mm raccoglierà molta più luce e quindi dettagli che confluiranno alla nostra retina. Tanto più grandi sono gli obiettivi tanta più luce catturerà il binocolo e quindi meglio sarà, …. ma fino ad un certo punto, all’aumentare della grandezza delle lenti degli obiettivi aumenterà di conseguenza il peso del binocolo. Più il binocolo sarà pesante e più risulterà difficile sorreggerlo a mano libera mantenendo un’immagine stabile. Quindi i limiti che normalmente vanno considerati per un binocolo affinché possiamo sorreggerlo tranquillamente a mano libera e godere di un’immagine stabile è quello di non superare come ingrandimento gli 8x ed un peso poco al di sotto del chilogrammo.
Superando gli 8x di ingrandimento, a mano libera, l’immagine inizierà a tremare a causa dei movimenti involontari dei nostri muscoli. Quindi man mano si va avanti con gli ingrandimenti sarà necessario se non obbligatorio ricorrere ad un cavalletto dove fissarlo per godere di un’immagine nitida e senza tremori. Ovviamente il cavalletto dovrà essere robusto e proporzionato al peso che dovrà sostenere. Non vi nascondo che la scelta corretta del cavalletto è fondamentale e inciderà non poco nella spesa finale. Un buon cavalletto, purtroppo, avrà un costo non indifferente.

Binocolo 25×100 dal peso di quasi 5Kg.

Binocolo 20×80 dal peso di 2,4Kg.

Schema ottico di un binocolo.

I binocoli sono costituiti da due lenti principali, chiamati obiettivi, la luce li attraversa e viene capovolta per poi essere raddrizzata grazie ad un sistema di raddrizzamento chiamato prismi di raddrizzamento. La configurazione dei prismi determina lo schema ottico del binocolo. Ne esistono due tipologie, con i prismi a “Tetto” e prismi a “Porro”.

Immagine tratta da www.telescopedoctor.com

Nel primo tipo i prismi sono messi in modo che l’obiettivo e l’oculare siano posti nello stesso asse, nel secondo invece gli obiettivi sono sfasati rispetto agli oculari.

A sinistra binocolo a “Tetto”, a destra a “Porro”. Entrambi con messa a fuoco centrale.

La luce attraversa i prismi posizionati in modo diverso, il risultato finale è che i binocoli a Tetto sono più compatti di quelli a Porro, ma questi ultimi risultano più semplici da costruire e quindi più economici man mano ci spostiamo ad aperture significative.
Quali sono da preferire ? Non c’è uno migliore dell’altro. L’unica nota da aggiungere e che la configurazione a Porro, per il fatto che gli obiettivi sono più distanziati, tende a conferire una maggiore tridimensionalità all’immagine. Se serve maggiore compattezza e peso contenuto il sistema a Tetto va preferito, tipo in eventi sportivi dove si ci sposta velocemente con lo sguardo da un lato all’altro. I binocoli di grandi dimensioni sono con schema a Porro appunto per contenere i costi e per la facilità di costruzione. La qualità dei prismi che monta un binocolo inciderà molto sulla nitidezza dell’immagine restituita. Esistono due sigle che identificano la qualità dei prismi che monta un binocolo, Bak 4 (la migliore) e Bak 7, Vedi paragrafo “Qualità dei vetri”.

Campo visivo.

Ogni binocolo riporta sempre un’etichetta con dei dati. I valori principali sono l’ingrandimento e l’apertura e poi una misura indicata in metri o piedi che è appunto il campo visivo.

Binocolo RP Optix HG 10×50.

Binocolo RP Optix Apollo Triplet 20×80. Il tripletto è costituito da tre lenti correttrici per diminuire gli artefatti cromatici. Normalmente un tripletto è più corretto di un doppietto ma risulta più pesante.

Binocolo Oberwerk 10×60 Mariner. Il binocolo è impermeabile.

Il campo visivo indica l’area inquadrata dallo strumento. Più grande sarà più cose vedremo nella stessa inquadratura. Nel caso del primo binocolo in foto, è riportato il valore 114mt/1000mt, quindi riusciremo a visualizzare un’area ampia 114mt su una superficie lineare di 1000mt. Un buon campo visivo conferisce un maggiore senso di immersività nella scena. Spesso il campo visivo è indicato in gradi. Per calcolare in gradi il campo visivo di un binocolo è sufficiente dividere i metri inquadrati per 17.5. Quindi nel nostro caso 114/17.5 = 6,5°.

Estrazione pupillare.

Questo parametro viene normalmente misurato in millimetri, è la distanza tra il piano dell’oculare e la pupilla d’ingresso dell’occhio senza nessuna perdita di intensità luminosa. E’ molto importante soprattutto per i portatori di occhiali. Un valore basso renderà difficoltoso ai portatori di occhiali a godere di tutto il campo visivo offerto dal binocolo. Si perderà qualcosa. Un valore alto consentirà anche ai portatori di occhiali di godere di una buona immagine senza grandi perdite e di godere di tutto il campo visivo offerto dal binocolo. Il valore minimo da considerare per non perdere luminosità è di 17mm, sopra questo valore il binocolo avrà un buon campo visivo.

Pupilla d’uscita o luminosità.

E’ il flusso di luce che entra dagli obiettivi ed esce dagli oculari. Si calcola dal rapporto tra il diametro e gli ingrandimenti, quindi un binocolo 10×50 avrà una pupilla d’uscita pari a 50/10 = 5mm. La luminosità teorica di qualsiasi binocolo è rappresentata dal valore della pupilla d’uscita. Lo si può notare visivamente vedendo gli oculari di un binocolo a qualche centimetro di distanza da essi. Chiaro che più è grande questo valore più luce arriverà alle nostre pupille.

Ma se il flusso di luce è superiore all’apertura delle nostre pupille, sicuramente parte di essa andrà persa. La dimensione della nostra pupilla varia in base alle condizioni di luce ambientale, se vediamo di giorno o di notte, di notte sarà alla massima apertura (in un giovane varia tra 7 e gli 8mm). Quindi se desideriamo usare il binocolo principalmente al tramonto o la sera sarà importante avere un buon valore della pupilla di uscita, ma sarà inutile salire sopra i 7mm in quanto oltre tale valore difficilmente avremo dei vantaggi significativi. Per quanto se il diametro del flusso di luce potrebbe risultare maggiore del diametro dell’apertura della nostra pupilla, una buona pupilla d’uscita ci consente di godere di una buona visione anche in caso di oscillazioni del binocolo, ad esempio quando viene usato in barca. La luminosità di un binocolo è anche importante per capire che uso farne al meglio delle sue potenzialità. Per un uso diurno non è importantissimo quanto lo diventa per un uso al tramonto o di sera, quindi astronomico.

Impermeabilizzazione.

I binocoli di buona qualità sono impermeabili e normalmente riempiti con un gas inerte come l’Azoto o l’Argon. Questo è utile in quanto possono essere usati anche in caso di pioggia o in barca e il gas evita la formazione di muffe che a lungo andare si possono formare all’interno.
Quando è possibile un binocolo impermeabile è da preferirsi.

Problematiche che si possono riscontare.

Collimazione.
Ho voluto aggiungere questo paragrafo per il fatto che con un binocolo, essendo un sistema otticamente complesso non è sempre tutto rose e fiori.
I due cannocchiali, se cosi li possiamo chiamare, non sono collegati a caso ma c’è una procedura complessa chiamata collimazione, fatta dal produttore, affinché quando vediamo attraverso entrambi gli oculari, il nostro cervello elabori un’unica immagine ottenuta dalla fusione delle due singole immagini. Se vi è capitato qualche volta, guardando attraverso un binocolo, una sensazione strana come se i vostri occhi si incrociassero questo problema è causato dalla non perfetta collimazione dei due cannocchiali. Spesso basta regolare la corretta distanza interpupillare aprendo o chiudendo di fatto il binocolo, in modo che l’asse ottico degli oculari coincida con le nostre pupille. Ma se non dovesse bastare, a lungo andare questo può causare mal di testa, perché il nostro cervello comunque cerca di elaborare le due immagini e sovrapporle ma se ha difficoltà a farlo, lo sforzo porta a queste conseguenze. Se il binocolo dovesse cadere a terra potrebbe scollimarsi, esistono delle procedure tutt’altro che semplici, agendo opportunamente su delle viti nascoste dallo scafo, per ricollimare lo strumento ma consiglio di far fare questa procedura a centri di ottica specializzati e sicuramente più competenti di noi.

Focheggiatore.
Un altro inconveniente a cui potremmo incorrere è la meccanica per la messa a fuoco. Se questa è mal fatta appena poggeremo gli occhi sugli oculari, per quanto l’avevamo già regolata prima, questa cambierà seppur di poco costringendoci a continue impostazioni. Questa problematica caratterizza i binocoli economici con messa a fuoco centrale, ecco perché nei binocoli astronomici troveremo sempre la messa a fuoco individuale, risulta più semplice e precisa, del resto per l’uso astronomico una volta regolata ad infinito non dovremo fare più cambiamenti.

Immagini fantasma.
Le immagini fantasma sono delle immagini sdoppiate dello stesso oggetto luminoso, mi spiego, quando puntiamo un oggetto molto luminoso, ad esempio una stella o pianeta quale Giove, capita che se lo inquadriamo vicino al bordo questo appare sdoppiato, come se vedessimo due Giove, uno vicino al bordo dell’obiettivo e uno riflesso all’interno dello stesso binocolo. I binocoli ben fatti hanno un buon annerimento interno per prevenire riflessi indesiderati che potrebbero causare questa problematica.

Parallasse.
Quando vediamo attraverso gli oculari del binocolo, ma anche quelli di un telescopio, può capitare che appena spostiamo leggermente l’occhio l’immagine diventa nera. Questo dipende da come è composto il gruppo ottico dell’oculare. In pratica l’oculare ha un margine dell’asse ottico molto ristretto e basta poco perché non coincida con quello del nostro occhio facendo divenire buia l’immagine. C’è chi è più sensibile a questo fenomeno, chi meno.

Degradazione visuale ai bordi.
Questo difetto si presenta in modo più o meno accentuato su tutte le lenti. Si manifesta quando puntiamo un soggetto e vediamo che nel campo inquadrato la visuale verso il bordo tende a degradare sfocando o distorcendo l’immagine. Lenti e soprattutto oculari di alta qualità tendono a ridurre al minimo questo difetto, non a caso ci sono oculari per telescopi a campo del tutto piano ma che per come sono costruiti costano moltissimo, montano una serie di lenti messe in modo opportuno. Questi oculari possono pesare molto, superando anche singolarmente i 500g di peso proprio per le tante lenti montate allo scopo.
Nei binocoli non è facile ridurre al minimo tale deformazione, ma può essere un indice di bontà ed un metro di paragone tra un binocolo e l’altro.
Binocoli di scarsa qualità degradano presto l’immagine man mano spostiamo la visuale dal centro del campo inquadrato fino al bordo.

Conclusioni.

In conclusione, le scelte sono molteplici, così come modelli, marche e prezzi. Grazie alla tecnologia odierna esistono anche binocoli stabilizzati elettronicamente e che consentono di avere delle visioni spettacolari anche senza dover ricorrere ad un cavalletto.
Il mondo delle lenti non è per nulla economico, è inutile dirlo ma la qualità si paga.
Penso che sia inutile spendere tanto se non si è consapevoli di quello che si compra e che uso farne.
Pensate di acquistare un binocolo per uso sportivo o da portare con voi durante le passeggiate in campagna ? In tal caso sarebbe opportuno considerare un binocolo leggero e tascabile. Opterei per uno schema a Tetto appunto per la sua compattezza. Non servono obiettivi molto grandi in quanto sarà usato di giorno e non servono tanti ingrandimenti, non andremo ad inquadrare soggetti lontanissimi, oltre che dovendo usarlo a mano libera dobbiamo evitare troppi ingrandimenti per evitare un’immagine poco stabile. Se si opta per lenti di qualità ED avremo un binocolo compatto ma molto luminoso e performante, adatto allo scopo che ci siamo prefissati.
Pensate di comprare il binocolo per sedervi nella vostra sedia sdraio ed ammirare la montagna di fronte, le navi lontane e la sera il cielo stellato ?
A questo punto suggerirei uno schema a Porro, con un costo contenuto potete avere un buon compromesso tra apertura ed ingrandimenti e nulla vi vieta di fissarlo su un comodo cavalletto da porre accanto a voi.
Se l’uso sarà prevalentemente notturno a questo punto puntate sulla massima apertura possibile (70mm, 80mm ecc..). Il cavalletto sarà obbligatorio in quanto il peso si farà sentire ma la visione del firmamento sarà mozzafiato.

Insomma c’è ne per tutti i gusti basta solo essere consapevoli 😉.

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