Strumenti Ottici – Recensione – Binocolo Rp Optix HG 10×50 (Aggiornato)

Ho avuto modo di provare per qualche giorno questo binocolo per farmi una prima opinione, prima di restituirlo al legittimo proprietario.
Si tratta del HG 10×50. RP Optix
Ecco le specifiche del produttore:

– Waterproof (Impermeabile) riempimento Gas Azoto
– Shockproof (Resistente agli Urti)
– Messa a Fuoco Centrale
– Rievestimento Gomma Antiscivolo
– Prismi BAK4
– Wide Angle 114Mt/1000Mt
– BFMC (Broadband Fully Multi Coated)

Il binocolo pesa circa 940g, ma il peso è ben distribuito e mi è sembrato molto leggero da maneggiare.

Viene dato con una sacca morbida al cui interno troviamo una cinghia da collo e un panno pulisci lenti.

Non è molto grande e risulta facile da maneggiare.

Il distributore collauda, prima di spedire, tutti i suoi binocoli e ne verifica la collimazione.

Il binocolo dispone di paraluce in silicone estraibili svitando.

A destra paraluce estratto.

Per fare delle prove ho voluto confrontarlo con un altro binocolo in mio possesso, simile come caratteristiche, il mio economico BNISE 10×42.

A sinistra HG10x50, a destra BNISE 10×42

Ovviamente si tratta di schemi ottici diversi, mentre questo HG ha i prismi a porro, il BNISE li ha disposti a tetto. In questo link potrete approfondire le differenze tra le due tipologie.
Per fare un confronto visivo tra i due binocoli ho puntato un castello (che spesso inquadro per fare comparazioni) che si trova a circa 7,4Km da me.

Foto scattata tramite il mio binocolo trlipletto 20×80

Il campo visivo è nettamente maggiore sul binocolo HG 10×50. Inoltre se nel BNISE (per quanto monti buoni prismi BAK4, come questo HG) l’immagine tende a degradare in definizione quasi subito spostandosi dal centro verso l’esterno, direi in torno al 40% dal centro se consideriamo come metro di paragone lo 0% al centro e il 100% al bordo, devo dire che questo HG si difende bene degradando la visione in torno al 70/80% dal centro. Ho provato il binocolo HG 10×50 in varie condizioni anche contro luce su delle antenne, dove normalmente si manifestano le abberrazioni cromatiche causate dalle lenti acromatiche, e devo dire che l’immagine è gradevole notando pochissimi effetti di cromatismo residuo.
La meccanica di messa a fuoco mi è sembrata robusta, forse un poco rigida.
Ho notato che con i paraluce chiusi basta spostare un poco gli occhi per avere un certo effetto parlasse (la visione diventa scura in quanto l’asse ottico del nostro occhio non coincide perfettamente con l’asse dell’ottica del binocolo), ma d’altro canto, sempre con i paraluce chiusi, ho notato un gradevole effetto di immersività nella scena essendo belle ampie le lenti degli oculari, in pratica sembra di stare di fronte al soggetto inquadrato.
Vorrei provarlo sulla Luna, che mette in difficoltà moltissimi binocoli, ma per ora il cielo è stato nuvoloso tutte le sere.
Per concludere, il binocolo si comporta bene, è leggero e facile da maneggiare, restituisce immagini gradevoli ma a mio parere senza l’effetto “Wow” che ho avuto con binocoli di fascia più alta, insomma siamo in linea al costo del prodotto.
Direi senza infamia e senza lode, a mio giudizio.

Aggiornamento del 18/01/2020

Uso diurno.

Avendo avuto l’opportunità di riprovare questo strumento, facendomelo prestare nuovamente dal proprietario, ho voluto fare qualche scatto fotografico tramite i suoi oculari e come termine di paragone ho preso in considerazione il famoso castello, di cui ho parlato sopra, e qualche antenna in contro luce in modo che voi stessi possiate farvi un giudizio sulla qualità delle immagini (considerate sempre che quello che vedrete con i vostri occhi è di gran lunga meglio delle foto che posso scattare tramite un cellulare semplicemente accostando lo smartphone all’oculare che non è mai perfettamente allineato) e sul contenimento delle aberrazioni cromatiche.

Al centro della collina si trova, in lontananza, il castello.

Il trattamento anti riflesso è ben visibile.

Foto senza zoom nel cellulare.

Foto con zoom 1,5x nel cellulare.

Antenne, si nota come l’aberrazione cromatica è ben contenuta, qualcosa si nota in basso sul bordo del muretto.

Antenne in controluce, i “difetti” cromatici sono ben contenuti.

Direi che fa bella mostra di se. Con un cavalletto la visione diventa molto più piacevole, cambiando radicalmente la percezione dei dettagli.

Aspetto di provarlo di sera (cielo permettendo, ieri era nuvoloso 🙄) per dare un giudizio sull’uso astronomico e sulla puntiformità stellare.

Aggiornamento del 19/01/2020

Uso notturno.

Ieri sera ho voluto provare questo binocolo sul cielo per vedere come si comportava sulle stelle. La serata era senza Luna. Premetto che fino al pomeriggio il cielo era un tappeto di nuvole, che in serata si sono diradate. Le stelle brillavano fortemente, segno della presenza di forte umidità, quindi non era una serata ideale ma ho provato ugualmente lo strumento e l’ho voluto confrontare con il mio BNISE 10×42 e con il mio binocolo da bancarella, un Breaker 12×60. Quest’ultimo dato che presenta obiettivi più grandi sarebbe il favorito, almeno sulla carta. Ebbene puntando con tutti e tre i binocoli la nebulosa di Orione M42 la visione migliore l’ho avuta da questo HG 10×50. Stelle puntiformi quasi fino al bordo, dettagli e luminosità degli oggetti nettamente superiori rispetto agli altri due strumenti presi a confronto. Le prove le ho fatto senza ausilio del cavalletto, tenendo gli strumenti a mano libera ed eventualmente poggiandomi su un muro per dare maggiore stabilità. Del resto se si usano questi piccoli binocoli per spazzolare il cielo lo si fa a mano libera. Ho puntato sia la zona di M42 che stelle limitrofe. Il vincitore come già detto è stato questo HG 10×50, poi il Breaker 12×60, il suo vantaggio è stato il fatto di catturare più luce avendo gli obiettivi di poco più grandi dell’HG 10×50 ma con l’HG ho notato molte più stelline attorno alla nebulosa la quale risultava più incisa, quindi è molto molto importante la bontà delle ottiche oltre al diametro. Il BNISE è stato il peggiore, meno dettagli visibili, meno stelline rispetto agli altri due strumenti, del resto è lo strumento con gli obiettivi più piccoli, l’unico vantaggio è stato il peso minore. Gli oculari del Breaker sono piccolissimi a confronto dell’HG e del BNISE, non ho avuto alcuna impressione di immersività che ho avuto invece con l’HG.
Insomma questo HG 10×50 ha dato bella mostra di se nel vedere la volta stellata, con un peso tutto sommato contenuto, un senso di immersività nella scena, puntiformità stellare e incisività dei dettagli fini quali quelli di una nebulosa come M42.
In questo caso ho avuto quell’effetto “Wow” che non ho avuto nella visione di immagini terrestri.

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