Tecnologia – Recensione – SUNUV UV Sterilizzatore 59S a raggi UV-C

Ricordo che la recensione di questo oggetto è spontanea, esprimendo un mio parere personale, e che non ho ricevuto alcun compenso o l’oggetto gratuitamente!

In un mondo in cui la vita è nata e costituita principalmente da batteri, cercare di combatterli è molto difficile, ma ci sono volte che si rende necessario. Ad esempio spesso capita che nei spazzolini da denti tra le setole o nel copri spazzolino in plastica si formi del nero, ebbene sono colonie batteriche che sicuramente salutari non sono. Per quanto si cerca di pulire a fondo, in ambente tiepido ed umidiccio si riforma. Uno sterilizzatore a questo punto potrebbe tornare utile.
Ci sono varie forme di sterilizzazione e non voglio entrare nell’argomento che non è il mio campo. Normalmente a 100°C i principali batteri tendono a morire ed è già una forma di sterilizzazione, ma non tutto possiamo immergere nell’acqua bollente a 100°C.
Esistono dei sterilizzatori, che spesso vediamo nelle parrucchiere o dai dentisti, che operano a raggi UV (ultra violetti) alla lunghezza d’onda chiamata UV-C, la quale è in grado di sterilizzare modificando il DNA o l’RNA dei microorganismi e di conseguenza impedisce loro di riprodursi e di essere dannosi.

Ho acquistato lo sterilizzatore SUNUV UV 59S appunto per sterilizzare oggetti di uso quotidiano come il rasoio, pinzette, pettini, forbicine e spazzolini ecc.. con la speranza di non far apparire più quell’alone nero tanto brutto a vedersi quanto dannoso per la nostra salute.

Lo sterilizzatore ha una misura interna di 20×9 cm ed un peso di 430g, quindi adatto a contenere i principali oggetti di uso quotidiano ma facilmente trasportabile.
Arriva con una spina topo caricatore di cellulare USB-Micro USB, un manuale solo in inglese e una targhetta per fare il test dei raggi UV.

Presa micro USB per l’alimentazione.

L’interno è specchiato per diffondere meglio i raggi UV, dentro si trova una sorta di posa oggetti in silicone.

L’interno è specchiato per diffondere al meglio i raggi UV in ogni angolo del contenitore.

Una volta disposti gli oggetti da sterilizzare, e collegata la presa di corrente, basta pigiare il bottone sopra il coperchio e questo, tramite una voce in inglese (almeno credo perché non si capisce bene) annuncia che è iniziata la fase di sterilizzazione. Questa fase dura un minuto e, come scritto sul coperchio, garantisce una eliminazione al 99,9% dei batteri.

Se si dovesse aprire il coperchio l’irradiazione viene immediatamente bloccata, essendo tali raggi dannosi anche per noi.
L’ungo il profilo del coperchio, essendo semi trasparente di vede, in fase di irradiazione, una luce violacea.

Irradiazione spenta.

 

Irradiazione attiva.

Durante il conteggio alla rovescia il cerchio si va completando ad indicare quanto manca al termine.

Dentro la confezione, come detto prima viene data una targhetta sensibile ai raggi UV.

Targhetta non irradiata.

Targhetta irradiata.

Del resto è l’unico modo per constatare se l’apparecchio emette, effettivamente, raggi UV.

Solo con il tempo potrò determinare l’effettiva utilità sperando di veder sempre meno quel fastidioso alone nero che si forma sopra gli oggetti che spesso vengono bagnati durante l’uso, anche se lavati ed asciugati con attenzione.

 

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