Astronomia – Recensione – Telescopio Skywatcher Maksutov Cassegrain 127 mm, F/1500, solo tubo ottico.

Ho acquistato solo il tubo ottico, il treppiede con la testa video l’avevo già.

All’inizio dell’estate 2019 mi sono concesso l’acquisto di un Skywatcher Maksutov Cassegrain da 127 mm. Una dimensione ragionevole per una buona trasportabilità, infatti il tubo ottico pesa intorno ai 3,5Kg, con la borsa da trasporto siamo sui 4,5Kg. Con un’apertura da 127mm ci si può iniziare a divertire con l’osservazione planetaria diretta.
Il binocolo, che posseggo già, è perfetto per le osservazioni a largo campo, ma disponendo di una focale di soli 550mm non è propriamente l’ideale per l’osservazione planetaria che richiede ingrandimenti spinti, del resto un binocolo, seppur astronomico, non è destinato all’osservazione dei pianeti.
Questo Maksutov disponendo di una focale di ben 1500mm permette di divertirsi sui pianeti e Luna spingendosi con gli ingrandimenti fino a circa 250x.

Veniamo all’imballo e il contenuto nella confezione.

La borsa con tubo ottico ed oculari pesa circa 4,5Kg ed è lunga poco meno di 40cm.

Di serie vengono dati il tubo ottico, una comoda borsa da trasporto ricca di cerniere, due oculari (molto economici), uno da 25mm (60x) e uno da 10mm (150x), una diagonale a specchio a 90 gradi, un puntatore di tipo Red Dot ed un giravite. Il puntatore Red Dot risulta più comodo di un comune e piccolo cercatore attraverso il quale si vedrebbe ben poco. Il Red Dot altro non è che una lente di vetro che non ingrandisce ma accendendo il suo interruttore si vede un punto rosso (appunto red dot) al suo centro. Allineando in modo corretto il Red Dot con la visuale del telescopio quello che vedremo puntato dal punto rosso risulterà perfettamente al centro dell’oculare del telescopio. Una genialata a mio parere !

Gli oculari sono propio super economici. Ma per me non è un problema in quanto dispongo già di buoni oculari ereditati dal binocolo e dal mio C8.

Il tubo ottico arriva ben imbottito.

In basso a destra la manopola di messa a fuoco.

 

Oltre l’attacco standard per telescopio è presente la filettatura per viti da 1/4″ tipica dei comuni treppiede fotografici.

Al primo utilizzo del Red Dot dovremo togliere la linguetta di plastica che separa la batteria dal circuito. La manopola a sinistra e destra permettono di regolare l’inclinazione. Quella centrale è l’interruttore e man mano si ruota il punto diviene più luminoso.

Si nota distintamente il punto rosso di puntamento.

Come già accennato ho preso il Maksutov in versione OTA, ovvero solo tubo ottico, in quanto essendoci anche l’attacco per un comune treppiede fotografico, ho pensato di posizionarlo sul treppiede che uso normalmente per il binocolo, un RP Optix T3 con testa fluida Manfrotto 501HDV.
Fissare ed allineare il Red Dot è stato molto semplice, puntando con il telescopio un’antenna lontana a 60x, ho regolato il puntatore in modo che il punto rosso cadesse al centro dell’oggetto, la regolazione si effettua con due manopole girevoli. Poi ho messo l’oculare da 10mm (150x) per finire di regolare con precisione l’allineamento.

Prova sul campo.

Una domenica di fine agosto 2019, ho lasciato all’aperto il telescopio affinché si acclimatasse alla temperatura esterna, questa è una cosa molto importante in quanto i telescopi a specchi soffrono molto della dilatazione termica e questo comporterebbe immagini sfocate e prive di dettagli rispetto all’effettiva potenzialità dello strumento. Di solito un telescopio di questo tipo richiede tra i 40 e i 60 minuti di acclimatazione, dopo di che è pronto all’uso. Diametri maggiori possono richiedere anche più tempo, fino a 3 ore se lo sbalzo termico tra dentro e fuori casa è molto.
La serata era senza Luna e i miei bersagli sono stati Giove e Saturno, erano circa le 22, c’era poco umido e un buon seeing.
Ho inserito l’oculare di serie da 25mm (60x) e punto Giove, una bellissima immagine, già si iniziavano a notare le due bande principali (NEB e SEB) e i suoi satelliti ben in fila. Passo ad ingrandire maggiormente con l’oculare da 10mm (150x), si iniziano a vedere molti più dettagli, più bande gassose e se ne percepivano i colori, data la scarsa qualità dell’oculare sono rimasto piacevolmente colpito, fortunatamente la turbolenza dell’aria era pochissima quella serata. A questo punto decido di mettere il mio oculare Morpheus da 9mm, si tratta di un oculare di fascia alta, che in questo telescopio di focale 1500mm genera 167x. Una visione incredibile, si notavano molti dettagli planetari sulla superficie, grazie al maggiore contrasto ed ingrandimento, la Grande Macchia Rossa (GMR) era dietro il pianeta per cui non visibile, ma se si fosse trovata dal lato illuminato si sarebbe vista tranquillamente. Non dobbiamo aspettarci un’immagine molto grande, tipo quelle a cui siamo abituati a vedere con le foto scattate dal telescopio spaziale Hubble, ma seppur piccolina era ricca di dettagli.

Foto tratta dal web per rendere l’idea di come, all’incirca, si vedeva Giove quella sera.

Ecco un’immagine (non scattata dal mio telescopio ma tratta dal web) per rendere l’idea di come si vedeva, all’incirca, Giove quella serata attraverso il Maksuotov Skywacher da 127mm e l’oculare Morpheus da 9mm 76°.
Veramente molto soddisfatto ed appagato. C’era da impiegare ore nell’osservazione, più l’occhio si abituava più dettagli si scorgevano. Inoltre questo oculare è una vera e propria finestra sul cielo.
Poi ho puntato Saturno mantenendo montato l’oculare Morpheus. Usando il Red Dot il puntamento è stato immediato e comodo. Sul pianeta, oltre gli anelli perfettamente netti e la loro distanza dal disco planetario ben visibile (normalmente a bassi ingrandimenti gli anelli sembrano delle “orecchie” di Saturno), si notava la banda chiara principale che attraversa l’equatore del pianeta (EZn EZs).

Foto tratta dal web per rendere l’idea di come, all’incirca, si vedeva Saturno.

Ecco un’immagine (non scattata dal mio telescopio ma tratta dal web) per rendere l’idea di come si vedeva, all’incirca, Saturno quella serata attraverso il nuovo strumento.
Penso di essere riuscito ad intravedere la divisione di Cassini. Sicuramente le due tonalità distinte degli anelli interni (anello B) ed esterni (anello A).
Ho fatto vedere sia Giove che Saturno a mia moglie, e le chiedevo di descrivere quali dettagli riuscisse a scorgere, questo perché essendo meno “esperta” non si lasciasse influenzare nella visione, come potrebbe accadere a me, da quello che ci si aspetta di vedere conoscendo già la morfologia del pianeta inquadrato.
Non nascondo che sono molto ansioso di inquadrare anche Marte e Venere e soprattutto il nostro vicino satellite, la Luna.

Insomma per il divertimento ottenuto e la facile trasportabilità ne sono rimasto enormemente soddisfatto!
Con il treppiede robusto ma molto pratico nella trasportabilità e la testa fluida Manfrotto non ho avuto problemi di vibrazioni ed instabilità.
Non ho usato alcun filtro planetario, dimenticandomi di possederlo 😅, alla prossima vedrò se ci sono differenze con e senza filtro.
Questo piccolo ma performante telescopio non è l’ideale per gli oggetti del profondo cielo essendo ostruito e di piccolo diametro, ma eccelle sui pianeti e Luna permettendoci un gran divertimento. Ecco lo schema ottico per farvi un’idea di come è costruito.

Per concludere, con una piccola spesa ho aggiunto alla mia strumentazione un valido aiuto per divertirmi e di pronto utilizzo quando mi affaccio dal balcone e vedo un bel cielo limpido e terso. E nulla mi impedisce, se decido all’ultimo momento, anche di spostarmi e di portarlo con me visto il peso e l’ingombro contenuti.

Aggiornamento

La sera del 03/09/2019, benché la presenza di nuvole temporalesche all’orizzonte ho voluto puntare la Luna. La serata era pessima in quanto, nonostante l’acclimamento delle ottiche, era presente una forte turbolenza nell’aria e pessimo seeing.
Punto la Luna montando il mio oculare Celestron da 25mm (60x).

Luna, Maksutov 127mm F/1500, oculare 25mm

Ecco come si vedeva la Luna accostando un iPhone 8 all’oculare del telescopio, tramite il supporto Seben, in una serata non ideale.
Provando ad ingrandire con altri oculari c’era troppo turbolenza e la visione non era gradevole, sicuramente per via del temporale in avvicinamento, quindi mi riservo di dare giudizi in serate migliori.
A 60x devo dire la visone era piacevole e contrastata, peccato che passando ad ingrandimenti superiori e con ottimi oculari la turbolenza faceva perdere dettagli. Ho provato nella stessa serata a puntare Giove tanto per fare un confronto con la volta precedente, confermo la visione era un ribollire e ingrandendo i dettagli sfuggivano, niente non era la serata adatta.
Vi terrò aggiornati.

Aggiornamento del 07/09/2019

Ieri sera, complice un cielo finalmente limpido, non ho potuto resistere alla tentazione di puntare la Luna al primo quarto.
Grazie al seeing discreto ma non eccelso, ho puntato la Luna con il mio oculare Celestron 25mm (60x), una visione nitida e ben contrastata. Questa volta ricordandomi del filtro Baader Neodymium ho fatto la prova con e senza.

Con il filtro la colorazione della superficie lunare risultava più naturale e meno gialla, i contrasti erano maggiori quindi ho preferito lasciare il filtro.
Poi ho cambiato oculare, sempre con il filtro, un Baader Hyperion 17mm 68°, con il quale ho raggiunto 88x. Una visone stupenda, ho impiegato una mezzora abbondante ad osservare la superficie, crateri e micro crateri l’uno dentro l’altro e le varie formazioni montuose. Poi ho provato a spingere con l’oculare Morpheus da 9mm (167x). Sia con filtro che senza l’immagine perdeva ovviamente parecchia luminosità ma la turbolenza iniziava ad essere molto evidente. Ciò nonostante ho trascorso parecchi minuti piacevoli ad osservare ulteriori dettagli, anche se poi sono ritornato all’oculare da 17mm che ritenevo l’ingrandimento giusto per godere di un’immagine piacevole e ricca di dettagli.
Al termine ho puntato Giove e Saturno. A 167x l’immagine di Giove presentava troppa turbolenza (l’immagine tendeva a ribollire) ma sono sicuro di aver visto la GMR (Grande Macchia Rossa) finalmente !

Ecco come si presentava ieri sera Giove alle 21:30 tramite il software astronomico gratuito Stellarium.
La macchia era presente ed era presente anche il transito del satellite IO, con la relativa ombra che proiettava sulla superficie, ma che non ho notato a causa della turbolenza. Oltre condizioni ottimali erano necessari più ingrandimenti.
Saturno mostrava la sua fascia equatoriale chiara e la colorazione distinta tra i due anelli (interni ed esterni) ma niente divisione di Cassini, la turbolenza etra troppa per notare ulteriori dettagli e scendendo con gli ingrandimenti questi particolari divengono inaccessibili.
Per concludere ho trascorso una piacevole serata che spero di ripetere nei giorni successivi.

P.s. Il Red Dot ha deciso di abbandonarmi, ho provato a cambiare batteria ma nulla, fortunatamente ne avevo un altro identico che ho sostituito subito.

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Binocolo Astronomico APM 100mm APO

Treppiede RP Optix T3

Oculare Baader Morpheus 9mm 76°

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